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Chi è il sessuologo

La sessuologia pone l’accento sui fattori psicologici che ostacolano le normali funzioni sessuali.

Si rileva frequentemente la compromissione di diverse fasi dell’atto sessuale, quali il desiderio, l’eccitazione, l’erezione, fino al piacere per giungere all’orgasmo, a causa o di situazioni conflittuali familiari, o di problematiche d’insicurezza legate alla propria storia personale, o di un’ansia da prestazione che ha una chiara origine psicologica. Si tratta dunque, di un ambito molto delicato, così com’è (anche se in un’ottica totalmente diversa) anche l’ambito delle Onoranze Funebri Roma. Il sessuologo si trova frequentemente di fronte a problematiche sessuali che traggono origine da cause psicologiche, manifestandosi con sintomi solo apparentemente fisici, ma che comunque non hanno nulla a che fare con eventuali cause organiche.

Sessuologo: le competenze

La competenza del sessuologo, in questi casi, interviene integrando la sua consulenza con quella degli specialisti medici competenti, come l’andrologo, o l’urologo, il ginecologo o l’endocrinologo, a seconda dei casi. Gli strumenti a disposizione del sessuologo derivano da ricerche in campo psicologico, neurologico o psicofisiologico e si traducono in tecniche legate alla capacità di risoluzione dei conflitti, alla capacità di acquisire autostima o a tecniche di rilassamento e di consapevolezza del proprio corpo.

Perché consultare un sessuologo

La comprensione della propria situazione psicologica e psicofisica consente di progredire verso un sano rapporto di coppia, superando le suggestioni emotive che ostacolano un rapporto spontaneo e coinvolgente.

Terapia Sessuologica o Psicoterapia Corporea

Comprese le necessità del paziente, si individua la terapia più adatta al singolo caso. In caso di disfunzione sessuale si procede tramite una terapia sessuologica, centrata sulla disfunzione sessuale specifica.

Si verifica spesso, come detto, il caso in cui la problematica, piuttosto che organica, sia di tipo esistenziale, indicando, quindi, non un sintomo in particolare ma una problematica, una difficoltà psicologica del paziente, a quale viene proposta una psicoterapia corporea. Tale metodologia permette sicuramente un lavoro più profondo.

Come si sceglie un sessuologo?

Quando parliamo della figura professionale del Sessuologo, soprattutto in Italia, dobbiamo chiarire sempre che non esiste un albo dei Sessuologi. Spesso sia il Medico specializzato in Ginecologia o in Andrologia sia lo Psicologo con un corso quadriennale in sessuologi clinica si definiscono Sessuologi. In molti casi può essere utile, per avere maggiori competenze, che uno Psicologo con un corso in Sessuologia Clinica si specializzi anche in Psicoterapia. Ciò permette di avere una figura con competenze diverse.

Ad esempio sia l’Andrologo che il Ginecologo/a hanno sicuramente una maggiore competenza del Medico di Base nel campo organico nel momento in cui parliamo di problematiche legate agli organi genitali mentre il Sessuologo avrà una maggiore competenza nel campo psichico ed emotivo della disfunzione sessuale rispetto ad un semplice Psicologo.

Ognuna di queste figure affronterà la questione sessuale secondo i metodi terapeutici che conosce.

Come trovare un sessuologo competente, una persona di fiducia?
Quando abbiamo capito, dopo un controllo organico, che la disfunzione sessuale ha origini psico-emotive, può essere utile rivolgersi ad un professionista. In questi casi è sconsigliabile rivolgersi ad uno Psicologo che non abbia almeno una specializzazione in psicoterapia o non abbia almeno conseguito un corso quadriennale presso una scuola di Sessuologia Clinica – A Roma la più conosciuta è l’ISC –.

Un professionista che ha queste determinate competenze, garantisce al paziente una competenza nel campo delle disfunzioni sessuali e sicuramente permette allo stesso paziente la possibilità di potersi fidare del professionista.

Consulente sessuale o sessuologo

Nella scelta del professionista che può aiutarci può essere molto utile sapere se abbiamo di fronte un sessuologo o un consulente sessuale.

Generalmente quando ci riferiamo primo caso (Sessuologo) sicuramente abbiamo di fronte un professionista che ha fatto almeno 2 anni di corso in Sessuologia Clinica ma ha anche conseguito una specializzazione come psicoterapeuta.

Nel secondo caso (Consulente Sessuale) generalmente ci troviamo di fronte uno psicologo con almeno con corso biennale in Sessuologia clinica.

Inoltre tra i professionisti che si definiscono Sessuologi possiamo trovare Andrologi, Ginecologi che hanno maggiori competenze in campo organico.

Rispetto alle definizione su indicate vorrei sottolineare che quando parliamo di Sessuologo sia in campo psicologico che medico non esiste una definizione – almeno in Italia – ufficiale. Ogni professionista si definisce Sessuologo in base alle competenze teoriche ed esperienze professionali (tipo di paziente che visita al suo studio) che ha nel campo della Sessuologia. Generalmente chi si definisce Sessuologo è quel professionista che visita nel suo studio pazienti tendenzialmente con problematiche legate alla disfunzioni sessuali

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Gli italiani traslocano sempre di più

Per i nostri nonni e i nostri genitori la casa, villa bifamiliare o appartamento che fosse, era una delle certezze della vita, un punto fermo, un luogo in cui trascorrere gran parte della propria vita, se non la propria intera esistenza. Provate a pensare ai vostri genitori: con tutta probabilità, dal giorno del loro matrimonio, avranno vissuto sempre fra le stesse mura domestiche, tirate su magari con fatica e sacrifici. Per non parlare dei nonni: a meno che non siano stati tra coloro che furono costretti ad emigrare all’estero o in regioni più ricche rispetto alla loro, in molti casi la loro dimora non sarà quella in cui avranno vissuto solo dopo essersi sposati, ma quella in cui avranno trascorso tutta la vita, dalla nascita alla morte. In tal senso, è possibile agire anche attraverso autodemolizioni Cuneo, andando oltre la semplice abitazione. Una casa che, in certi casi, sarà passata di generazione in generazione, vedendo nascere e crescere membri di diverse età ma appartenenti tutti alla stessa famiglia.

È quasi pleonastico dire che non è più così: molti giovani cambiano casa dopo il liceo per andare a studiare in un’università lontana e prendono una stanza, un monolocale o un bilocale in affitto; altri giovani e meno giovani cercano fortuna all’estero e prima o dopo lasciano il nido, e in generale molti sono coloro che, prima di arrivare ad una condizione stabile sia dal punto di vista affettivo che lavorativo, e che possono dunque decidere di fermarsi e andare a vivere stabilmente, appunto, in una casa, cambiano abitazioni, appartamenti e magari città. Se in passato molte erano le persone che in vita abitavano solo in due case (quella dei genitori e la propria), al giorno d’oggi cresce il numero di coloro che traslocano spesso e volentieri.

A dirci che siamo diventati un popolo di “traslocatori” è un’indagine condotta su un campione di 5.000 persone e che ha rivelato come ogni italiano traslochi, in media, 2,5 volte nel corso della vita, mentre il 26% degli italiani cambia casa più di quattro volte, e il 13% intraprende l’impresa del trasloco sei volte – se non di più – più nel corso della vita.

Un dato da non sottovalutare, soprattutto se si considera che cambiare casa non è mai facile, (provate a pensare di dover visionare annunci di una casa singola e di dover spostare tutte le vostre cose, mobili, libri ecc. per sei volte), e che la maggior parte degli italiani si dedica ad una siffatta faticosa impresa senza affidarsi a delle ditte specializzate in traslochi. Il 53%, per la precisione, non coinvolge dei professionisti del trasloco, ma si limita a rimboccarsi le maniche e a chiedere l’aiuto di amici e parenti. La ragione è facilmente intuibile: rivolgersi ad una ditta di traslochi può essere davvero molto costoso, soprattutto se non si sceglie una casa all’interno dello stesso comune della precedente abitazione (come molto spesso accade), e ance se è innegabile che fare tutto da soli può davvero essere molto complicato (il 47% di coloro che hanno scelto il fai da te si dicono pentiti della propria scelta), d’altro canto è anche vero che non tutti si possono permettere il lusso della comodità e della professionalità di una ditta specializzata.

Quel che è certo è che se, al contrario dei nostri nonni e genitori, non riusciamo – o non aspiriamo – a trovarci una sistemazione a lungo o lunghissimo termine, rischiamo davvero di passare parte della nostra vita a spostar scatoloni!